TENDENZA METEO 10 – 18 GENNAIO 2025
Negli ultimi giorni nevicate abbondanti stanno interessando le aree di confine della Valle d’Aosta, dove il flusso da nord-ovest e ovest ha portato fino a 100/150 mm da inizio anno e accumuli al suolo fino a 1 metro a 2000 m. Nulla di eccezionale si intende, ma data la penuria di neve che affligge le Alpi in generale, questi dati riaccendono un minimo le speranze. Venerdì 10 si chiuderà questa tornata di perturbazioni da nord-ovest con ancora nevicate sui confini, in esaurimento in serata. Tra sabato e domenica invece aria più fredda affluirà da est, grazie ad una goccia perturbata che si fionderà nel cuore del Mediterraneo tramite la porta dei Balcani: temperature in calo e sensazione di freddo per qualche giorno, anche se data la traiettoria favorevole non osserveremo nevicate.
Sarà però solamente una fase fredda temporanea, in quanto l’afflusso freddo si esaurirà in breve tempo: già lunedì lascerà spazio ahinoi ad un’evoluzione davvero ”tremenda”, data la situazione neve ridotta al lumicino in montagna. Da lunedì sera infatti una notevole rimonta dell’alta pressione africana si stabilirà sull’Europa centro-meridionale, l’ennesima di questo inverno, portando temperature sopra media ed una fase estremamente mite:
L’alta pressione molto probabilmente dominerà la scena per tutta la prossima settimana con temperature fino a 8-10°C oltre le medie in montagna, dove lo zero termico già da martedì supererà i 3000 m, raggiungendo anche i 3500-3700 m nei giorni seguenti. Capite bene che questa è veramente una notizia terribile per le sorti dell’inverno alpino 2024-2025, in quanto molte aree sono prive di neve fino a 3000 m in montagna e dunque questo andrà a peggiorare ulteriormente la situazione, fondendo la poca neve presente e accumulata con fatica. In pianura invece sarà l’inversione a dominare ancora una volta la scena con nebbie e nubi basse frequenti e sensazione pungente di freddo per gli elevati tassi di umidità; il problema principale saranno però gli inquinanti, che si accumuleranno nei bassi strati a causa del blocco del ricircolo d’aria creato dal pallone africano. La causa di questa anomala rimonta dell’anticiclone la troviamo direttamente nella goccia fredda associata al calo termico del week-end, in quanto essa tenderà a sprofondare verso il nord-Africa, innescando una risposta verso nord dell’alta africana.
Difficile dire quanto tutto questo si esaurirà, in quanto la configurazione che andremo a vivere assumerà le caratteristiche di un blocco a omega, che richiede almeno 10-15 giorni per potersi risolvere completamente. Con estrema facilità balzeremo direttamente al 20 di gennaio e non è detto che la situazione nei giorni seguenti andrà migliorando, portando finalmente scenari invernali. Buona parte di gennaio rischia infatti di essere compromesso… inverno, ma dove sei finito?
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