TENDENZA METEO 2 – 10 MARZO 2026
Bentornati in questo nuovo aggiornamento sulla tendenza meteo a medio termine. È passata ormai una settimana dalla conclusione della fase atlantica, caratterizzata da correnti occidentali e nevicate intense sulle zone di confine. Essa si inseriva in un lungo periodo contraddistinto da valori termici in media e nevicate più o meno diffuse sulle Alpi.
Una volta terminata, qualcosa è cambiato in maniera radicale nell’assetto barico europeo, portando a condizioni diametralmente opposte: alta pressione, valori sopra media e addirittura diverse giornate con massime superiori ai 20 gradi in pianura, mentre in montagna lo zero termico ha toccato anche i 3500 metri.
Siamo passati dall’inverno alla primavera in pochissimi giorni, con valori tipici di aprile inoltrato a tutte le quote e decisamente fuori norma per la fine di febbraio e l’inizio di marzo. La nuova settimana non sembra intenzionata a cambiare direzione: continueremo ad assaporare un clima primaverile, anche se in montagna godremo quantomeno di valori leggermente meno elevati (ma comunque sopra media).
Vediamo più nel dettaglio cosa aspettarci nei prossimi giorni (spoiler: nulla di particolare). Lunedì si aprirà ancora con cieli grigi a causa di una blanda circolazione instabile che porterà rovesci sparsi al Nord-Ovest fino al mattino. Dalla sera le schiarite diventeranno più ampie su tutti i settori, in attesa di martedì e mercoledì più soleggiati.
Da segnalare qualche nube in più solamente tra venerdì e sabato, a causa di una bassa pressione che tenderà a scorrere a ovest delle Alpi, ma che avrà effetti limitati sul nostro territorio. Dal punto di vista termico, invece, persisteranno valori primaverili: in pianura le massime oscilleranno fra 13 e 16 gradi a seconda dei giorni, mentre in quota lo zero termico diurno raggiungerà agilmente i 2500 metri, con punte anche superiori nel fine settimana.
La primavera è arrivata in anticipo e la conseguenza più evidente si è vista proprio sull’innevamento in montagna: nel giro di una settimana si sono persi 50–70 cm a 2000 metri nelle zone più esposte, mentre al di sotto dei 1500 metri in molte aree la neve è pressoché scomparsa.
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